Mohamed Ibrahem

recensioni di Maddalena Baldini, critica d’arte

Esplosioni cromatiche, intensità e tratti evocativi. È quanto esprime la pittura di Mohamed Ibrahem, classe 1985, nato a Il Cairo, ma attivo da diversi anni in provincia di Biella.
Le sue opere sono una miscellanea di espressioni, di colori che diventano materia, linguaggio e parole che prendono vita attraverso volti che sfumano e visi che si allontanano dal reale. I suoi quadri (olio su tela) vedono un utilizzo sapiente e vivace di contrasti, dalle raffigurazioni più astratte a quelle che, in modo personale, assumono forma da accostamenti azzardati.
Mohamed racconta una pittura emozionale fatta da tratti veloci, spesso in direzioni diverse e opposte… Il risultato è quello che, in gergo, si potrebbe definire “un’evocazione dell’animo” nella quale ogni singola pennellata ha la capacità di lasciare un segno indelebile nello spettatore.

“Sono Mohamed Ibrahem in arte Mó, sono nato al Cairo il 30 Marzo del 1985.“

Nella tela Senza Titolo i colori prendono vita e spingono lo spettatore a percepirne la consistenza con il tatto. La figura in blu diventa la protagonista di un mondo privo di confini dove fluttuare verso ciò che si desidera porta a una consapevolezza: quella di smarrirsi nella memoria e nei ricordi oramai sopiti.

“Anche dalle situazioni negative può nascere qualcosa di bello, Il lock down di quest’anno mi ha regalato il tempo di dedicarmi alla mia passione.”

Mongolfiera. Realtà o fantasia? Voglia di volare o sfogo libero di un’idea che, all’improvviso, si alza leggera? Anche in questo caso i colori sono puri, utilizzati nella loro totalità, limpidi e senza fronzoli, essenziali come la realizzazione della mongolfiera che già, quasi senza freni, viaggia lontana occupando la parte più alta della tela.

“Anche dalle situazioni negative può nascere qualcosa di bello, Il lock down di quest’anno mi ha regalato il tempo di dedicarmi alla mia passione.”

Mongolfiera. Realtà o fantasia? Voglia di volare o sfogo libero di un’idea che, all’improvviso, si alza leggera? Anche in questo caso i colori sono puri, utilizzati nella loro totalità, limpidi e senza fronzoli, essenziali come la realizzazione della mongolfiera che già, quasi senza freni, viaggia lontana occupando la parte più alta della tela.

“Io non so se sono un artista ma ho postato il mio primo quadro il 7 maggio 2020 su Facebook e in un mese ho avuto 51000 like”

La pioggia d’oro è una moderna visione della mitologica Danae. Un getto dorato sembra sospeso in un piano infinito, in uno spazio immateriale dove la possibilità di “perdersi” diventa l’unica via di fuga.

Il muro, giocato sulla contrapposizione di rosso e nero, pare dissolversi in un equilibrio precario che va via via riducendosi nella parte bassa della tela. Quasi un’illusione ottica che spinge a concentrare l’attenzione nella verticalità delle pennellate: un labirinto di paralleli e meridiani.

Il muro, giocato sulla contrapposizione di rosso e nero, pare dissolversi in un equilibrio precario che va via via riducendosi nella parte bassa della tela. Quasi un’illusione ottica che spinge a concentrare l’attenzione nella verticalità delle pennellate: un labirinto di paralleli e meridiani.

Nella tela intitolata Mare la sovrapposizione di “fasce” colorate evidenzia una semplicità costruttiva dalla quale nasce un paesaggio marino. Tonalità di azzurro più chiaro si intrecciano a un blu oltremare, simbolo di profondità. Il giallo della sabbia e del sole catturano l’occhio dello spettatore proiettandolo verso le nubi e il volo abbozzato dei gabbiani.

Malinconia porta con sé uno stacco, una spaccatura cromatica che pare dividere in due il quadro, non solo nel contrasto tra il rosso intenso e il giallo oro ma anche dal punto di vista pittorico: una serie di quadrati sono intervallati da una banda orizzontale… Ecco l’inquietudine , ecco l’istante che irrompe nella stasi emotiva.

Malinconia porta con sé uno stacco, una spaccatura cromatica che pare dividere in due il quadro, non solo nel contrasto tra il rosso intenso e il giallo oro ma anche dal punto di vista pittorico: una serie di quadrati sono intervallati da una banda orizzontale… Ecco l’inquietudine, ecco l’istante che irrompe nella stasi emotiva.

Nella tela Emozioni il giallo, il rosso, l’azzurro, il nero e l’arancione convergono verso il centro dell’opera. Se lateralmente sono colori netti e distinti, nel “cuore” si mescolano sino a creare una fusione, un boato che scuote la vista dello spettatore e pare rapirlo nel vortice dei moti dell’animo… a un occhio attento e sensibile la possibilità di farsi incantare.

“ Amo l’arte e ho sempre collezionato opere d’arte di altri artisti, non immaginavo che le mie opere venissero così apprezzate. Questo mi ha spinto a continuare. “

“Grazie a tutti voi che credete nella mia passione!”

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